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Ricerca sul cancro

Le ricerca sul cancro ha una storia molto lunga. Si tratta di una malattia antica e per questo motivo esistono molti scritti e testimonianze. Una delle più antiche testimonianze risale all’antico Egitto, il tumore ossee fossilizzato di una mummia (osteosarcoma). A questo periodo risale anche un papiro in cui vengono descritti otto diversi casi di tumore e di come sono stati trattati: può essere considerato un primo esempio di ricerca sul cancro.

Per la nascita, però, della parola cancro bisogna aspettare Ippocrate, “padre della medicina”, che per primo usa termini come carcinos e carcinoma per descrivere la formazione di tumori in un paziente (che ricordava per la forma un granchio). Il medico romano Celso traduce poi questi termini in cancro.

La ricerca sul cancro fonda però le sue basi nel periodo rinascimentale, a partire dal XV° secolo, quando si inizia a studiare più a fondo il corpo umano con studiosi come Galileo e Newton che iniziano a usare il metodo scientifico per analizzare la natura e l’uomo. Il chirurgo scozzese John Hunter (1728 – 1793) è il primo a ipotizzare un’operazione chirurgica per rimuovere un cancro che non ha ancore invaso i tessuti, un secolo più tardi con lo sviluppo dell’anestesia sono stati portati avanti studi e ricerche sulla chirurgia come trattamento anti cancro. È nell’ottocento che con il microscopio moderno, la ricerca ha potuto indagare i tessuti  dei pazienti malati. I tessuti rimossi con la chirurgia possono essere esaminati.

La ricerca sul cancro ha portato nel corso dei secoli diverse teorie come spiegazione del nascere della malattia: si è passati dalla teoria umorale a quella linfatica, dalla causa traumatica a quella infettiva.

Solo nel Novecento gli strumenti della biologia e la chimica moderna permettono a scienziati come James Watson e Francis Crick(che ha ricevuto il premio Nobel nel 1962) di scoprire l'esatta struttura chimica del DNA e successivamente come i geni possano essere soggetti a mutazioni.

Per saperne di più: http://www.cnr.it

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